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In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’INMP al convegno contro la violenza sulla donna “Lo stupro uccide ma anche il silenzio”

In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’INMP al convegno contro la violenza sulla donna “Lo stupro uccide ma anche il silenzio”

Roma - Palazzo Montecitorio, 9 marzo 2016

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è tenuto presso Palazzo Montecitorio il convegno intitolato “Lo stupro uccide ma anche il silenzio”, organizzato dall’associazione di donne congolesi Tam Tam d’Afrique, che ha visto tra i suoi relatori il Direttore Generale dell’INMPIstituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà, Concetta Mirisola, madrina del convegno e da sempre portavoce di queste problematiche; Suzanne Mbiye Diku, presidente dell’associazione congolese e ginecologa presso l’INMP, l’ente pubblico che, attraverso l’impegno di medici, psicologi, antropologi e mediatori transculturali, offre assistenza sociosanitaria alle fasce più vulnerabili della popolazione italiana e straniera; Laura Frigenti, direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo; Ismail Ali Farah, giornalista; Eugenio Melandri, coordinatore di “Chiama l’Africa”; Suor Pélagie Banze di Rete per la Pace nella RDC; Bianca Maria Pomeranzi, esperta Ministero Affari Esteri della Cooperazione allo sviluppo e membro del Comitato ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne (CEDAW). 

Il convegno ha voluto porre l’attenzione sull’importanza del rafforzare le capacità di prevenire e sanzionare la violenza di genere e di facilitare l’accesso alla giustizia da parte delle donne, discutendo sulla possibilità di creare un Tribunale Penale Internazionale che punisca i colpevoli di stupri di guerra nella Repubblica Democratica del Congo.

All’interno dell’ambulatorio dell’INMP - che risponde con un approccio olistico ai bisogni della persona - nel 2011 è nato il Servizio di Salute e Tutela della Donna. E nel continuum di una particolare attenzione alle donne che si rivolgono alla struttura sanitaria, spesso immigrate vittime di violenza e della tratta nei Paesi di origine, già nel 2012 l’Istituto si fece promotore di un seminario di approfondimento dal titolo “Violenza contro le donne come attentato alla vita: rompiamo il silenzio!”. “Fu un’occasione – osserva Mirisola – per sollevare con il mondo del volontariato, esperti internazionali, esponenti politici e diplomatici, un dibattito pubblico creando elementi di coscienza attiva a difesa soprattutto dei più fragili fra i deboli, le donne e i minori. Un momento per riflettere sui lunghi anni di violenze che nel Paese africano hanno causato milioni di vittime, con centinaia di migliaia di donne che ogni anno subiscono violenze. Anche il convegno svoltosi oggi a Montecitorio è stata un’occasione importante per sottolineare il ruolo della comunità internazionale che rappresenta un aiuto fondamentale nel difficile cammino che la Repubblica Democratica del Congo ha intrapreso verso un futuro nel quale il rispetto e la dignità delle persone possano essere riconosciuti e difesi. In questo cammino, l’INMP, sempre accanto a chi soffre, abbraccia come un dovere etico il continuare a sensibilizzare e non abbassare mai il livello di attenzione sul tema della violenza di genere. Non è semplice, ma nel farlo tutti insieme, come impegno di un intero Istituto e di ogni persona che vi lavora, traiamo forza, motivazione e il senso di costruire un lavoro in cui ogni donna acquisti consapevolezza del suo corpo, della sua volontà, delle sue potenzialità, dei suoi diritti, in primis il diritto alla salute. La violenza contro le donne è una grave violazione dei diritti umani e il senso dell’incontro di oggi è portare avanti una battaglia di civiltà, e in quanto tale, nessuno può sentirsene escluso”.